Stabilizzatori di tensione o di voltaggio

Gli stabilizzatori di tensione o di voltaggio detti anche regolatori di tensione sono dei dispositivi che servono a rendere stabile e la tensione (voltaggio) della corrente elettrica utilizzata dalle apparecchiature per funzionare.

Tutte le apparecchiature elettriche per funzionare devono avere una tensione di lavoro idonea e normalmente riportata sulle caratteristiche tecniche dell’apparecchiatura stessa. La corrente di lavoro può essere sia continua che alternata. Noi ci occupiamo degli stabilizzatori di tensione che stabilizzano la tensione della corrente alternata. In Italia la tensione (voltaggio) di lavoro per le apparecchiature è normalmente di 230V AC per la corrente monofase e 400V AC per la corrente trifase e quindi tali dispositivi tendono a mantenere intorno a questi valori la tensione.

Se la tensione si discosta sensibilmente da questi valori le apparecchiature tendono a lavorare in modo meno efficiente e a lavorare male o a bloccarsi. Il range della tensione o voltaggio di lavoro permessi per le apparecchiature potrebbe anche variare da apparecchiatura a apparecchiatura. Alcune apparecchiature potrebbero essere più sensibili di altre alle differenze di tensione, ma generalmente una tensione nel range 215V – 235V va bene per la stragrande maggioranza delle apparecchiature monofase e nel range 380V – 410V per quelle trifase.

Le fluttuazioni di tensione e/o i regimi di bassa o alta tensione possono dipendere da molteplici fattori che vanno dal tipo si sezione di fili utilizzati per il trasporto, al sottodimensionamento delle cabine di smistamento, allo squilibrio delle reti di dispaccio e al carico complessivo a cui una zona è sottoposta. Ad esempio ci sono (280V trifase) oppure si alza fino a 260V (450V trifase). È chiaro che in queste condizioni le apparecchiature elettriche non funzionano bene o non funzionano affatto e spesso si guastano. Anche i continui sbalzi di tensione possono danneggiare le apparecchiature che sono progettate e costruite per lavorare in un regime di tensione costante.

Gli stabilizzatori di tensione possono dividersi in automatici dove la tensione di uscita è regolata automaticamente e manuali dove si deve intervenire manualmente per regolarla.

Per l’utilizzo quotidiano nelle abitazioni e nelle aziende vengono utilizzati quelli automatici i quali possono dividersi essenzialmente in 3 tipologie: elettromeccanici, elettronici a relè e elettronici a triac o tristore. Ognuno di questi tipi ha i suoi vantaggi e svantaggi anche se i modelli a relè hanno più svantaggi che altro in quanto sono i meno precisi e possono introdurre “buchi” nell’erogazione della corrente dovuti allo switch (ON-OFF) dello stato dei relè. L’unico vantaggio che hanno è che sono i più economici.

Il vantaggio degli elettromeccanici è quello di avere una buona precisione, un costo medio-basso e sono di facile manutenzione e riparazione. L’unico svantaggio è avere un tempo di risposta sensibilmente più lungo (qualche decimo di secondo) rispetto agli elettronici e essere talvolta affetti dall’effetto ‘elastico’ durante il brusco rilascio o ripresa del carico.

Gli elettronici a tric o tristore sono quelli con un’ottima precisione e un tempo di risposta immediato, di contro hanno un costo più elevato e una probabilità di rotture delle schede interne leggermente maggiore degli altri con tempi e costi di riparazione più alti.